lunedì 10 gennaio 2011

Un posto nel mondo


Non ci si può fare niente, le persone che amano si finisce sempre per amarle. È una legge della natura.

Per me Dio è il destino che ci attende. Credo nel mistero della vita e sicuramente non credo in un Dio che passa la sua giornata a giudicarmi. Io non cerco di immaginarmi com’è Dio, ma cerco di vederlo in ogni cosa. Dio per me non è sicuramente un alibi per ignorare la responsabilità del mio destino e della mia vita. In passato per me era solamente una parola rassicurante. L’idea che ci fosse mi faceva stare più tranquillo.

Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno. Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono. Come ha fatto mia madre: non mi ha mai visto come una persona con i suoi desideri, i suoi tempi, i suoi gusti. Spesso la famiglia diventa il rifugio di chi non è riuscito a fare altro.

<< Oppure sei anche tu la maratoneta >>
<< Cioè? >>
<< fai conto di essere una maratoneta. Stai correndo con i tuoi amici e le tue amiche. A un certo punto capisci di avere una buona gamba, un bel passo, di poter andare più veloce, e allora decidi di seguire questa tua forza. Di convertirti al tuo talento. Dopo un po’ che corri, ti accorgi di avere staccato il gruppo. Ti giri e ti scopri sola. Loro sono indietro, tutti insieme che ridono, e tu sei sola con te stessa. Siccome non riesci a reggere questa solitudine, rallenti finché il gruppo ti raggiunge e, negando il tuo talento, fingi di essere come loro. Rimani nel gruppo. Ma tu non sei così, non sei come loro. Infatti anche li in mezzo ti senti comunque sola. >>

<<…essendo una metà troveremo la felicità incontrando l’altra e diventando una cosa sola. Platone non sarà mica un coglione. Non sei d’accordo su questo? >>
<< Certo che sono d’accordo. Ma l’altra metà da trovare non è una donna. L’altra metà da trovare non è una donna: sei sempre tu. È l’altra metà di te, la parte sconosciuta alla quale devi dare vita, per poterti finalmente incontrare. Per sempre. Questa è la vera unione in grado di liberarci da quel sentimento di solitudine che avvertiamo anche quando stiamo con qualcuno. Allora, poi non c’è niente di più bello che condividere con una persona la propria vita. Però bisogna prima averne una. Una vita viva. È la totalità che esalta. Quando guardi un quadro, può anche piacerti un particolare, ma è l’insieme che ti emoziona. >>

La debolezza non è altro che disarmonia interiore. Infatti ero totalmente disarmonico verso la vita.

Chi non si ama può darsi a chiunque. L’amore per sé è il ponte necessario per arrivare all’altro. Noi non eravamo in grado di offrire nemmeno questo. Quante volte mi ero legato e poi lasciato. A un sacco di ragazze avevo chiesto di dimostrarmi il loro amore con continue e stupide prove. Volevo gesti e garanzie. Non avendo una madre, sentivo il bisogno di puro amore incondizionato. Quando dimostravano di amarmi e di essere totalmente conquistate anche se ero stato uno stronzo, il mio interesse per loro svaniva e lasciavo, ma anche dopo averle lasciate volevo comunque rimanere il loro preferito, quello a cui facevano le confidenze, quello con cui mantenevano una complicità.

Qualsiasi cosa dicessi, lui trovava subito l’esito negativo e una dozzina di motivi per preoccuparsi.

Chi sei? Chi sono? E io quando morirò? Cosa sono io? La mia faccia? Il mio corpo? La mia voce? Le mie mani? Cos’è una persona, di cosa è fatta? Delle cose che ha imparato? Della musica che ha ascoltato? Delle lacrime che ha pianto? Delle carezze che ha dato o ha ricevuto? Dei baci? Quante cose è una persona? Quanti pensieri? Può essere che tutto questo se ne vada? E dove va? Cosa diventa? Cosa rimane?

Senza saperlo, senza nemmeno accorgersene, Marta non mi appoggiava mai nelle cose che mi piacevano. Non approvava mai i miei sogni. Quando le parlavo del mio desiderio di mollare il lavoro in Comune per tentare con i cani, mi riempiva sempre di paure. Nel momento in cui ho iniziato a essere coinvolto emotivamente anche al di fuori di noi due, quando ho cominciato a non poppare più felicità solamente dalla sua mammella, qualcosa si è rotto e poco dopo ci siamo lasciati.

Mi sono chiesto se era un caso che quando inizi un certo tipo di pensieri e di discorsi incontri sempre un sacco di gente che dice e fa cose simili. O forse prima le incontravo e on ci facevo caso perché non avevo quel tipo di attenzione? Erano quelle che chiamano “risonanze”? non saprei, ma tutto in quei giorni diceva la stessa cosa.

Non volevo morire prima di aver compiuto la mia nascita.

Porta itineris dicitur longissima esse ”, la porta è la parte più lunga di un viaggio; detto in parole povere, il primo passo è il più difficile da compiere.

L’odio appartiene ad attimi di impotenza.

Si dice che la vera ricchezza sia nella capacità di essere generosi.

“ È cercando l’impossibile che l’uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile non hanno mai avanzato di un solo passo.”  - Bakunin –

La cosa straordinaria che mi colpisce a volte osservando la realtà sta nel fatto che tutto l’andare e venire della vita – tutti i suoi giochi, i suoi disegni e la sua infinita attività – avviene in silenzio.

La creatività è il respiro della personalità e ti rivela il tuo mondo.

Certe frasi in un libro o in un film o in una canzone sembravano come un’eco della mia voce interiore.

Ci amiamo ma ognuno di noi appartiene a se stesso, per questo ci desideriamo. Come si può altrimenti desiderare una cosa che si ha? Le persone non si possono possedere, si può solo averne l’illusione. 

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