Dice la France che ho la serenità del Buddha. Che turbo la mia pacatezza solo nel momento in cui qualcuno mi viene davvero a rompere i coglioni, quando insomma proprio non posso farne a meno. Pare che la mia faccia a luna piena - come la chiamo io - trasmetta serenità a chi mi ha vicino. Strana cosa davvero. Ieri in macchina, dirette all'IKEA, ho spiegato a France che il Buddha che vede in me altro non è che il frutto di un controllo che esercito su una natura nervosa e impulsiva, anche se poi però non sono solo questo, in effetti quando posso evito la gazzarra e le discussioni e dopo aver patito pene tachicardiche a causa dei cervelli svalvolati delle persone che m'è capitato di frequentare - non che il mio non lo sia, per carità! - ho capito che dovevo alzare un muro che mi separasse dagli altrui casini. E la cosa bella qual'è? Che in un certo modo ci sono riuscita, le cose mi toccano un pò meno direttamente - quando ci riesco - e mi viene un pò più facile evitare di agitarmi o di innervosirmi quando mi blocco nel traffico, sono dal dentista o a fare la fila in posta. Cerco insomma di prendere le cose con un pò di filosofia. Sto cercando di essere un pò più zen! Anche per evitarmi un trapianto di fegato a breve cacchio. Ascolto musiche rilassose, assecondo le mie passioni, mi impegno a sorridere di più e cerco di godermi le cose che ho intorno come ad esempio un tragitto in macchina - guardando i panorami o ascoltando musica d'atmosfera - o una serata su un libro o un film sul divano. Dare un po più d'attenzione alle piccole cose - che poi son quelle che penso davvero importanti - e scivolare lontano da quelle che mi turbano troppo. Beh alla fine tentare non nuoce! Più zen più zen!!
Vivo e lascio vivere...
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