venerdì 29 aprile 2011

L'Aquila o chi per lei


Diciamocelo, tutto questo organizzare è logorante per i nervi e per il corpo. Benché non rinneghi un solo minuto speso dietro questi eventi sul lavoro mi rendo conto che non avevo idea di cosa significasse starci dietro. Mizzica! E menomale che sono seguita&aiutata dal quel povero martire (ma un pò autolesionista) di Luciano che mi tiene dietro e mi aiuta come può. Come può perché oltre ad alcuni impegni accademici con il quintetto e i professori gli è stato comunicato che il 4 quasi corrente mese dovrà discutere la tesi di dottorato. Non lo invidio affatto e per farmi perdonare di tutto l'impegno che gli ho involontariamente buttato addosso ieri gli ho preparato il tiramisù. Ieri ancora a tirar tardi in ufficio tra la stampa dei libretti, delle locandine, le e.mail, i manifestini ecc ecc che alle 22.20 l'ho quasi preso e buttato fuori perché dovevo ancora portare le mie chiavi a John e portare il tiramisù a M. oltre che riaccompagnare lui a casa! Così oggi sveglia all'alba e via verso l'Aquila con mio fratello dal menisco infranto e Madre (mmmm!!). Ci siamo persi, ci siamo ritrovati ma eravamo in clinica in tepissimo e al pomeriggio ho colto l'occasione per portare Madre a zonzo per quel che rimane di questa che una volta era una ridente cittadina e che ora è un guscio vuoto. Mi ha fatto davvero tanta tristezza vederla quasi deserta (quando ci venni l'ultima volta tre/quattro anni fa era un caos di vita) e mentre mi dirigevo verso Collemaggio mi sono trovata al volo sulla destra la voragine della casa dello studente. Io non so come mai ma mi veniva davvero da piangere per la particolare tristezza che tutto il contesto trasmette. E dire che sono un fiore di cinismo. Ho fatto un pò di foto in giro e cammina cammina siamo arrivate fino al castello, che lodavo mentre lo circumnavigavamo dicendo quanto era resistente e che probabilmente non aveva avuto danni dal terremoto e poi arriviamo alla facciata principale ed eccola li tutta sdrumata e sbriciolata. Che colpo. L'impressione generale con le quali siamo tornate all'ovile è stato un forte senso di tristezza e pietà per quanto ancora si respira tra quei palazzi semicrollati o irrimediabilmente crepati. Ok, domani se tutto va bene me ne scappo a Bominaco e Fossa. Nel frattempo mando e.mail d'invito, sento Luciano a telefono e Rem che mi ha allestito le foto per la mostra che è partita oggi. Amen, voglio andare due settimane in un eremo quanto prima!!

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