giovedì 14 aprile 2011

Danzica (Gdańsk) è:


-         prendere un aereo FUCSIA
-         guardare Roma dall’alto: superba
-         riempire (per poi attingervi) un bicchiere di M&M’S
-         dormicchiare una addosso all’altra
-         essere accolte in aeroporto da un vento boia e tanti abbracci
-         trovare sul tavolo in camera un disegno tutto per me fatto da Paolo (10 anni)
-         svuotare una valigia piena di regali
-         passare da -10° a +25°!!
-         dormire vicine vicine
-         prendere sonno in un letto non mio
-         svegliarsi alle 7.30 che sembra la mattina di Natale
-         avere la colazione preparata da Paolo, perfetto cavaliere
-         accompagnarlo a scuola mentre Luca sta a casa con la broncopolmonite
-         scambiarsi sorrisi e abbracci all’ingresso della scuola
-         prendere il treno per centro città
-         essere battute da un ventaccio terribile
-         visitare belle chiese
-         essere accompagnate dalla pioggia
-         impallidire davanti a cose bellissime
-         farsi 400 gradini per salire sul tetto della chiesa (più 400 per scendere)
-         ridere delle battute di chi è dietro di noi sulla scala e che ci riguardano
-         pranzare allo Sphinx: very good
-         vedersi cambiare il menù in polacco con uno in inglese
-         sentirsi chiedere dai vecchini del tavolo accanto se gli faccio una foto
-         fare foto alla mia Sylwia
-         fare foto ai palazzi coloratissimi
-         mangiare (subito dopo colazione) la bomba con confettura di rosa
-         nel vento, sole che viene sole che va
-         dirigersi verso il cimitero con un vaso di fiori e un lumino sottobraccio
-         star sedute, quiete, sulla panchinetta al cimitero
-         tornare al sottopassaggio per comprare i calzini dimenticati
-         a comprare i dolcini per i bimbi
-         a cambiare ancora i soldi (!!!)
-         essere recuperate da Darek e riportate a casa al calduccio
-         star seduta sul divano a scrivere ste cose con i bimbi fuori dalla porta che giocano  J
-         scaricare su DVD i primi 4 Gb di foto
-         ordinare per cena una pizza da 65 cm di diametro
-         guardare due film in polacco, non capire niente ma riuscire a seguire la storia
-         dormire in canotta per il caldo
-         fare colazione con panini piccini ma strapieni
-         visitare il castello di Malbork
-         fare coppia (fotografica) con il piccolo Paolo
-         pranzare al McDonald
-         impastare le fettuccine
-         mangiare la suròwka e amarla
-         mangiare filetti di rombo e baccalà
-         guardare film in polacco e ridere del doppiaggio
-         connettersi e scoprire che (uh uh!) qualcuno sente la tua mancanza
-         dormire saporitamente anche se il letto è un po’ duro
-         svegliarsi e scoprire che Paolo è uscito apposta a comprarci panini caldi per colazione
-         uscire con Sylwia a fare la spesa
-         partire con la truppa verso Szymbark e vedere la casa sottosopra
-         fare una figura di merda nel bunker, davanti a tutti
-         mangiare un panino spaziale
-         salire sulla wieża che quasi il vento ci portava via
-         passeggiare nei boschi e ascoltare cosa dice il vento tra le fronde
-         tornare a casa alle 15:00 e mettersi a preparare il pranzo
-         parlare con Sylwia e nessuno ci capisce
-         fare continuamente l’appello dei regalini da riportare
-         non riuscire mai ad avere i capelli in ordine causa vento
-         rivedere le foto a casa e sfasciarsi di risate
-         guardare i bimbi giocare e pensare “peccato si vedano tanto poco”
-         imparare a dire almeno “buongiorno”, “arrivederci” e “grazie”
-         pranzare alle 16:30
-         leggere in italiano sul divano
-         saltare la cena per persistente sazietà ma trovare lo stesso un po’ di spazio per qualche dolcino
-         guardare “Il gladiatore” e commentare le battute in polacco
-         ridere e sbadigliare nello stesso momento
-         Luca che mi dice “buonanotte”
-         addormentarsi con il lettore mp3
-         svegliarsi con Paolo che ci dice “aspettaemi!” ed esce nel gelido vento con i rollerblade a comprarci panini appena sfornati
-         cominciare a rifare la valigia
-         mangiare un super-mega panino per colazione (burro, pomodoro,affettato,formaggio)
-         uscire per andare a vedere il Mar Baltico
-         trovare i cigni che prendono il sole sulla spiaggia
-         essere quasi portati via dal vento
-         mangiare un goufre con panna e cioccolata
-         stare al sole sul lungomare
-         dopo Sopot visitare Gdynia
-         comprare le cartoline ma non trovare i francobolli
-         visitare l’Acquario
-         meravigliarsi del colore del mare
-         scrivere le cartoline in polacco
-         mangiare le fettuccine (makaron) ripassate al forno tipo timballo
-         aspettare che venga l’ora di partire
-         avere l’abbraccio dei pulcini che mi dicono “arrivederci”
-         trovare il sole che scotta ora che ripartiamo!! Porca curva!!
-         aspettare il volo riguardando le foto
-         vedere Sylwia un po’ malinconica
-         fare un’altra figura di merda perché ho detto a voce alta “porca curva!”
-         Sylwia che piange dal ridere sempre perché ho detto “porca curva!” a voce alta
-         sentire (una volta imbarcate) che il volo parte con mezz’ora di ritardo e dopo un giro di pista ci viene detto che ci sarà un’ora intera di ritardo: problemi tecnici al carrello
-         scrivere “bau bau micio micio” sul sacchetto porta vomito
-         fare una seconda falsa partenza
-         rassegnarsi all’inevitabile ritardo
-         fare fuori i Milka
-         fare fuori i panini (ma solo per ingannare il tempo eh)
-         smessaggiare a manetta
-         constatare che aspettiamo il decollo da ben tre ore
-         21:24 si spegne tutto!! Scrivo a lume di cellulare!
-         scendere dall’aereo alle 21:50 senza sapere che fine faremo
-         sentirsi dire che prima delle 4:00 non si muove foglia
-         ritirare la valigia, un panino e promettere casini tramite avvocato  L
-         la dottoressa che raccoglie le firme
-         il thè consolatorio con cornetto: compagnia aerea micragnosa! Solo 6 € a persona!!
-         sentirsi gli occhi bruciare alle 24:26 ma continuare a leggere mentre Sylwia (finalmente) dorme un po’
-         vedere tanta gente appisolata sui tavoli e sulle sedie
-         poter riprendere posto ai divani del ristorante alle 2:00 perché per oltre mezz’ora han dovuto pulire
-         finire di leggere “Il lamento del bradipo” e non avere un cavolo da fare per le prossime due ore
-         È il caso di citare Fernando Pessoa: “Quello che succede a noi succede a tutti o solo a noi; nel primo caso è banale, nel secondo è incomprensibile”
-         arrivare alle 2:18 con sgomento
-         sentirsi gli occhi come pieni di sabbia
-         entrare (inevitabilmente) in modalità MORE AGGRESSIVE causa sonno
-         giocare per la prima volta in due anni con lo Snake sul telefono e smettere 7 minuti dopo per esasperazione
-         ancora mezz’ora al check-in (sono le 3:30)
-         continuare a spalmare la Nivea Soft sul viso tanto pé ammazzà il tempo
-         fare la conta dei minuti che mancano. Almeno Sylwia dorme…
-         rifare il check-in alle 4:00, re-imbarcarsi alle 5:15 e (speriamo) partire alle 5:30! A Roma per le 8:00 (ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego!!)
-         svegliarsi con la testa contro l’oblò e trovarsi le alpi innevate sotto il naso: ooOOOoohh…
-         ammirare i colori dell’Italia bella
-         ringraziare alle 7:40 di essere finalmente atterrate…


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