- prendere un aereo FUCSIA
- guardare Roma dall’alto: superba
- riempire (per poi attingervi) un bicchiere di M&M’S
- dormicchiare una addosso all’altra
- essere accolte in aeroporto da un vento boia e tanti abbracci
- trovare sul tavolo in camera un disegno tutto per me fatto da Paolo (10 anni)
- svuotare una valigia piena di regali
- passare da -10° a +25°!!
- dormire vicine vicine
- prendere sonno in un letto non mio
- svegliarsi alle 7.30 che sembra la mattina di Natale
- avere la colazione preparata da Paolo, perfetto cavaliere
- accompagnarlo a scuola mentre Luca sta a casa con la broncopolmonite
- scambiarsi sorrisi e abbracci all’ingresso della scuola
- prendere il treno per centro città
- essere battute da un ventaccio terribile
- visitare belle chiese
- essere accompagnate dalla pioggia
- impallidire davanti a cose bellissime
- farsi 400 gradini per salire sul tetto della chiesa (più 400 per scendere)
- ridere delle battute di chi è dietro di noi sulla scala e che ci riguardano
- pranzare allo Sphinx: very good
- vedersi cambiare il menù in polacco con uno in inglese
- sentirsi chiedere dai vecchini del tavolo accanto se gli faccio una foto
- fare foto alla mia Sylwia
- fare foto ai palazzi coloratissimi
- mangiare (subito dopo colazione) la bomba con confettura di rosa
- nel vento, sole che viene sole che va
- dirigersi verso il cimitero con un vaso di fiori e un lumino sottobraccio
- star sedute, quiete, sulla panchinetta al cimitero
- tornare al sottopassaggio per comprare i calzini dimenticati
- a comprare i dolcini per i bimbi
- a cambiare ancora i soldi (!!!)
- essere recuperate da Darek e riportate a casa al calduccio
- star seduta sul divano a scrivere ste cose con i bimbi fuori dalla porta che giocano J
- scaricare su DVD i primi 4 Gb di foto
- ordinare per cena una pizza da 65 cm di diametro
- guardare due film in polacco, non capire niente ma riuscire a seguire la storia
- dormire in canotta per il caldo
- fare colazione con panini piccini ma strapieni
- visitare il castello di Malbork
- fare coppia (fotografica) con il piccolo Paolo
- pranzare al McDonald
- impastare le fettuccine
- mangiare la suròwka e amarla
- mangiare filetti di rombo e baccalà
- guardare film in polacco e ridere del doppiaggio
- connettersi e scoprire che (uh uh!) qualcuno sente la tua mancanza
- dormire saporitamente anche se il letto è un po’ duro
- svegliarsi e scoprire che Paolo è uscito apposta a comprarci panini caldi per colazione
- uscire con Sylwia a fare la spesa
- partire con la truppa verso Szymbark e vedere la casa sottosopra
- fare una figura di merda nel bunker, davanti a tutti
- mangiare un panino spaziale
- salire sulla wieża che quasi il vento ci portava via
- passeggiare nei boschi e ascoltare cosa dice il vento tra le fronde
- tornare a casa alle 15:00 e mettersi a preparare il pranzo
- parlare con Sylwia e nessuno ci capisce
- fare continuamente l’appello dei regalini da riportare
- non riuscire mai ad avere i capelli in ordine causa vento
- rivedere le foto a casa e sfasciarsi di risate
- guardare i bimbi giocare e pensare “peccato si vedano tanto poco”
- imparare a dire almeno “buongiorno”, “arrivederci” e “grazie”
- pranzare alle 16:30
- leggere in italiano sul divano
- saltare la cena per persistente sazietà ma trovare lo stesso un po’ di spazio per qualche dolcino
- guardare “Il gladiatore” e commentare le battute in polacco
- ridere e sbadigliare nello stesso momento
- Luca che mi dice “buonanotte”
- addormentarsi con il lettore mp3
- svegliarsi con Paolo che ci dice “aspettaemi!” ed esce nel gelido vento con i rollerblade a comprarci panini appena sfornati
- cominciare a rifare la valigia
- mangiare un super-mega panino per colazione (burro, pomodoro,affettato,formaggio)
- uscire per andare a vedere il Mar Baltico
- trovare i cigni che prendono il sole sulla spiaggia
- essere quasi portati via dal vento
- mangiare un goufre con panna e cioccolata
- stare al sole sul lungomare
- dopo Sopot visitare Gdynia
- comprare le cartoline ma non trovare i francobolli
- visitare l’Acquario
- meravigliarsi del colore del mare
- scrivere le cartoline in polacco
- mangiare le fettuccine (makaron) ripassate al forno tipo timballo
- aspettare che venga l’ora di partire
- avere l’abbraccio dei pulcini che mi dicono “arrivederci”
- trovare il sole che scotta ora che ripartiamo!! Porca curva!!
- aspettare il volo riguardando le foto
- vedere Sylwia un po’ malinconica
- fare un’altra figura di merda perché ho detto a voce alta “porca curva!”
- Sylwia che piange dal ridere sempre perché ho detto “porca curva!” a voce alta
- sentire (una volta imbarcate) che il volo parte con mezz’ora di ritardo e dopo un giro di pista ci viene detto che ci sarà un’ora intera di ritardo: problemi tecnici al carrello
- scrivere “bau bau micio micio” sul sacchetto porta vomito
- fare una seconda falsa partenza
- rassegnarsi all’inevitabile ritardo
- fare fuori i Milka
- fare fuori i panini (ma solo per ingannare il tempo eh)
- smessaggiare a manetta
- constatare che aspettiamo il decollo da ben tre ore
- 21:24 si spegne tutto!! Scrivo a lume di cellulare!
- scendere dall’aereo alle 21:50 senza sapere che fine faremo
- sentirsi dire che prima delle 4:00 non si muove foglia
- ritirare la valigia, un panino e promettere casini tramite avvocato L
- la dottoressa che raccoglie le firme
- il thè consolatorio con cornetto: compagnia aerea micragnosa! Solo 6 € a persona!!
- sentirsi gli occhi bruciare alle 24:26 ma continuare a leggere mentre Sylwia (finalmente) dorme un po’
- vedere tanta gente appisolata sui tavoli e sulle sedie
- poter riprendere posto ai divani del ristorante alle 2:00 perché per oltre mezz’ora han dovuto pulire
- finire di leggere “Il lamento del bradipo” e non avere un cavolo da fare per le prossime due ore
- È il caso di citare Fernando Pessoa: “Quello che succede a noi succede a tutti o solo a noi; nel primo caso è banale, nel secondo è incomprensibile”
- arrivare alle 2:18 con sgomento
- sentirsi gli occhi come pieni di sabbia
- entrare (inevitabilmente) in modalità MORE AGGRESSIVE causa sonno
- giocare per la prima volta in due anni con lo Snake sul telefono e smettere 7 minuti dopo per esasperazione
- ancora mezz’ora al check-in (sono le 3:30)
- continuare a spalmare la Nivea Soft sul viso tanto pé ammazzà il tempo
- fare la conta dei minuti che mancano. Almeno Sylwia dorme…
- rifare il check-in alle 4:00, re-imbarcarsi alle 5:15 e (speriamo) partire alle 5:30! A Roma per le 8:00 (ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego!!)
- svegliarsi con la testa contro l’oblò e trovarsi le alpi innevate sotto il naso: ooOOOoohh…
- ammirare i colori dell’Italia bella
- ringraziare alle 7:40 di essere finalmente atterrate…

Comunque è stato bellissimo
RispondiEliminaBellizzimo tanto :3
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